Disturbo da lutto prolungato

Il lutto che segue la morte di una persona cara è una delle prove più impegnative che l’esistenza ci impone. La perdita di significato che l’evento comporta, la ricerca di un senso per quel che è accaduto, la difficoltà a rendersene conto, la sofferenza per il dolore patito dall’altro e l’afflizione per la sua perdita, i sentimenti di profonda solitudine, disperazione, rabbia, ansia, senso di colpa, così come il bisogno di conforto e la necessità di ripensare il proprio vivere quotidiano rappresentano nel loro insieme il quadro complesso che caratterizza il lutto. Chi rimane ha bisogno di confrontarsi con i propri vissuti, di esprimerli, di condividerli e di elaborarli. Non sempre si riesce a realizzare ciò. Vari motivi possono ostacolare il decorso di un processo di progressiva accettazione della perdita per morte di un proprio caro. Fra essi il tipo di legame e di rapporto che si aveva con lui, la storia della relazione, l’età che aveva al momento della sua scomparsa, la modalità con cui si è verificato il decesso, lo stile affettivo del superstite, la sua visione della morte, etc. Oggi questa condizione di lutto irrisolto è riconosciuta dalla comunità clinica internazionale come Disturbo da Lutto Prolungato.

Esiste una nuova procedura psicoterapeutica finalizzata a curare il profondo dolore di una perdita conseguente alla morte di una persona cara: la Terapia del lutto basata sull’esperienza riparativa (Reparative Experience-Based Therapy). Gli psicoterapeuti che adottano questa metodologia di intervento (l’acronimo è REGT) fanno parte di una rete che si chiama: Network for Reparative Experience-Based Therapy.

La Terapia del lutto basata sull’esperienza riparativa può essere attuata da sola oppure venire integrata in un trattamento psicoterapeutico più ampio. Nell’arco di almeno due sedute lo psicoterapeuta assiste il paziente promuovendo l’emergenza di uno stato mentale di ricettivà che permette, attraverso una o più modalità sensoriali, di accedere a un’esperienza di contatto e comunicazione con il proprio caro. Da ciò nasce la possibilità di una radicale rilettura dell’evento luttuoso e con essa l’acquisizione di una rinnovata serenità. E’ chiaro, inoltre, che si tratta di un’esperienza che, oltre a essere ricca di valore clinico, si colloca anche oltre i confini della psicoterapia e dei suoi normali obiettivi; essa tende, per chi la vive, a far evolvere nel segno della spiritualità e dei suoi valori il senso della vita.