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Generosi, egoisti e mediatori nei gruppi di lavoro

In ogni posto di lavoro, ci sono tre tipologie di persone: le persone generose, gli egoisti e chi media. Lo psicologo del lavoro Adam Grant analizza queste personalità e offre semplici strategie per promuovere una cultura della generosità e per evitare che dipendenti egoisti tengano per sé più di quello che condividono. Cosa ne discende per organizzare un buon gruppo di lavoro?

 

Psicoterapia per affrontare il lutto complicato

Venerdì 24 Marzo a Siena alle ore 18  nella Libreria Senese, in Via di Città, 62/64/66 (a due passi da Piazza del Campo) inizierà la mia presentazione del libro Perdita e Ricongiungimento (Edizioni Mediterranee). Riporto qui di seguito l’Indice degli argomenti trattati nel testo.

 Introduzione

  1. Il lutto: Le fasi del lutto – Il lutto complicato – Il lutto nei bambini – Legami perduranti
  2. Le after death communication (ADC): Frequenza delle ADC – Fenomenologia delle ADC -Verosimiglianza delle ADC
  3. Lo “scetticismo” dogmatico: Saper sospendere il giudizio – Un a priori epistemologico – Rete che getti, pesci che trovi – L’esperimento di Persinger e la sua confutazione
  4. La natura della materia: L’esperimento delle due fenditure – Esperimenti di ottica quantistica – Il tempo quantistico – L’entanglement – Fenomeni fisici e conoscenza: quale rapporto?
  5. La natura della mente: I tre argomenti di Chalmers contro il materialismo – L’argomento della stanza cinese – Argomenti anticomputazionalistici: Lucas, Turing e Penrose – Campi elettromagnetici e apparecchi radio – La confusione fra corpo oggettivo e corpo vissuto
  6. Sperimentazione sulla natura della mente: L’effetto placebo – Le capacità “psi”
  7. Altre forme di esperienza oltremondana: Le deathbed vision – Le near death experience (NDE) – Effetti delle NDE sul corso della vita – Il dibattito in corso: allucinazioni o percezioni extrasensoriali? – Le deathbed coincidence – L’esperienza di morte condivisa
  8. Affrontare il lutto: La psicoterapia classica – EMDR – Attraverso lo specchio – IADC – Fenomenologia del ricongiungimento
  9. Alcuni casi di IADC: Quattro casi di lutto complicato – Movimenti passivi del proprio corpo come messaggi ricevuti – Integrazione dell’IADC nella psicoterapia

   Epilogo

   Appendice A

   Appendice B

   Bibliografia

Ci vogliono una schiena forte e un aspetto delicato

La compassione non è la commiserazione. Da cosa è  formata la compassione? Dalla capacità di vedere chiaramente la natura della sofferenza, di restare forti e di riconoscere che non si è separati dalla sofferenza cui assistiamo, dall’aspirazione a farla superare e a intraprendere attività volte a tal fine, dal non attaccamento a questo stesso risultato.

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Le condizioni mentali della felicità

Matthieu Ricard, biologo molecolare diventato monaco buddista, ha compiuto 40.000 ore di meditazione e ha portato a termine numerose e importanti iniziative umanitarie. In questa conferenza ci parla delle condizioni mentali della felicità e ci riassume i risultati di una ricerca cui si è sottoposto all’Università del Wisconsin. Attraverso la risonanza magnetica funzionale è stata studiata l’attività della sua corteccia pre-frontale, in quanto più questa è alta più la persona è considerata capace di uno stato mentale di ben-essere. I risultati ottenuti con Matthieu Ricard sono stati così straordinariamente positivi da collocarsi al di fuori della curva a campana che descriveva  quelli ottenuti da 150 controlli.

Felicità vissuta e felicità ricordata

Daniel Kahneman è uno psicologo che ha ottenuto nel 2002 il Premio Nobel per l’economia «per avere integrato risultati della ricerca psicologica nella scienza economica, specialmente in merito al giudizio umano e alla teoria delle decisioni in condizioni d’incertezza». Le sue ultime ricerche sono state dedicate al confronto fra l’esperienza vissuta e l’esperienza ricordata. Ne è emerso che la correlazione fra felicità vissuta e felicità ricordata è alquanto bassa.

 

Il paradosso degli anziani: si diventa più felici

A dispetto delle comuni aspettative la ricerca scientifica dimostra che le persone anziane sono più felici di quelle giovani. Anche se negli ultimi anni manifestano un calo di esperienze positive, non tornano comunque ai livelli più bassi dei primi anni dell’età adulta.  Con l’avanzare dell’età si riconosce che non si ha tutto il tempo del mondo e si dà meno importanza alle questioni futili. Cambia la scala delle priorità. Pertanto gli anziani possono essere una grande risorsa per la nostra società,  Occorre capitalizzare i punti di forza degli anziani, così da migliorare la qualità della vita a tutte le età.

Scuola: distruggere o promuovere la creatività?

Questa è una conferenza che è stata seguita da più di 43 milioni di persone. E’ stata tenuta da Ken Robinson su come la scuola distrugge la creatività. Abbiamo bisogno di una scuola diversa da quella attuale, che valorizzi le inclinazioni individuali e dia impulso alla fioritura dei talenti di ciascuno, che attivi i bambini invece di passivizzarli, che si sia su loro misura e non su quella di altri.

Il flow, componente essenziale del ben-essere

L’esperienza del flow (flusso) si ha quando ci coinvolgiamo in attività caratterizzate dall’affrontare con la massima concentrazione sfide che da un lato sono per noi molto impegnative e dall’altro mettono in gioco ai più elevati livelli le nostre abilità. Sono attività che amiamo. Nel flow il tempo si ferma e ci si dimentica di sé. E’ l’opposto dell’apatia. Dobbiamo a Mihaly Csikszentmihalyi (si pronuncia “ciks-sent-mi-hai”) il riconoscimento e lo studio scientifico del flow.

Il nostro atteggiamento nei confronti del tempo

In questa conferenza Philip Zimbardo espone i risultati di uno studio condotto sul modo in cui ciascuno di noi stabilisce il suo rapporto con il tempo. Le possibili zone temporali sono quelle del passato negativo, passato positivo, presente fatalista, presente edonista, futuro improntato al raggiungimento dei propri scopi  e futuro che trascende la vita terrena. Ogni persona ha un proprio specifico profilo temporale. Esiste un profilo temporale ottimale?