Archivi categoria: Blog

Il palazzo della memoria

Le mnemotecniche  sono quei metodi cui si ricorre per favorire l’immagazzinamento di informazioni nella nostra memoria. Erano assai in voga nell’antichità e nel Rinascimento.  E’ un vero peccato che oggi esse siano poco conosciute, perché possono essere molto utili nello studio, nel lavoro e, più in generale, in svariate occasioni della vita quotidiana.

Cosa farebbe l’acqua al mio posto?

Il taoismo poterebbe essere definito come una filosofia dell’acqua. Dal comportamento dell’acqua possiamo infatti trarre vari importanti insegnamenti. Tre di essi si rivelano molto importanti: saper essere umili, saper trovare una soluzione senza forzare il corso delle cose, saper rendersi capaci di adattarsi con flessibilità alle circostanze via via incontrate.

L’illusione di essere in futuro come siamo oggi

Viviamo con l’illusione che la nostra evoluzione personale sia giunta al termine. Sottovalutiamo la portata dei cambiamenti che ci attraverseranno nel corso dei prossimi dieci anni. Sopravvalutiamo la stabilità delle nostre priorità, preferenze, scelte. Ciò spiega perché prendiamo facilmente decisioni di cui in futuro ci pentiamo.

La ricerca di significato nella vita

La nostra cultura è ossessionata dalla felicità, ma inseguire la felicità può rendere infelici, perché può condurre alla mancanza di significato nella vita. E’ trovare questo significato che fa fiorire la vita. Chi ha un significato nella vita ha risultati migliori a scuola e sul lavoro, è più resiliente quando le cose vanno male. Ma da cosa deriva il significato, in cosa cercarlo? Emily Esfahani Smith ci parla di quelli che sono i pilastri di una vita significativa: i legami d’amore, uno scopo che consista nel darsi, la trascendenza e il sapersi raccontare in senso costruttivo la propria storia, riuscendo nel corso del tempo a vedere anche nel male che variamente ci colpisce le ragioni per il nostro accedere al bene.

Le near death experience

Qualsiasi discorso serio sulla morte e l’Aldilà non può prescindere dalle near death experience (NDE). Questo bellissimo documentario di Lara Peviani sulle NDE  rappresenta un modello di come si può realizzare su questo tema un’informazione chiara e approfondita, equilibrata e commovente, ricca di contenuti e piacevolmente ben girata. Si tratta della migliore opera  sul tema che io abbia finora visto. Non c’è niente di spettacolare. Vengono intervistate persone che hanno direttamente vissuto l’esperienza oppure operatori sanitari che riportano le narrazioni dei propri pazienti ed esprimono le riflessioni che da esse emergono. La percentuale di chi ha vissuto una NDE è tutt’altro che trascurabile. Uno degli ultimi studi  attesta per esempio che il 4,2% della popolazione tedesca ha avuto questa esperienza, cioè circa 3 milioni e mezzo di persone. Varie sono le componenti delle NDE: l’istantanea liberazione di ogni sofferenza, l’esperienza fuori dal corpo, la capacità di spostarsi in luoghi diversi da quello del trapasso, il grande potenziamento e allargamento delle capacità sensoriali, l’incontro con i propri cari non più in vita terrena, il tunnel, la luce carica di conoscenza e amore infiniti, il riesame della propri vita, i paesaggi naturali caratterizzati da colori luminescenti, etc. Molti studi sono stati compiuti sulle NDE, in particolare sulle out of body experience, che consentono il controllo fattuale della loro veridicità. Finora tutti gli studi condotti hanno corroborato la teoria realista e confutato quella allucinatoria. Si tratta di ricerche condotte con il rigore del metodo scientifico. Ne parlo ampiamente nel mio “Perdita e Ricongiungimento”.  Concludo con una citazione di Philippe Ariès, tratta dal documentario: “Gli uomini, o cercano di mettersi al riparo dalla morte come ci si mette al riparo da una bestia feroce in libertà, oppure la affrontano, ma in questo caso sono ridotti unicamente alla loro forza, al loro coraggio, in un confronto silenzioso, senza l’aiuto di una società che ha deciso una volta per tutte che la morte non la riguarda”. Questo documentario è veramente importante, perché ci lascia meno soli nell’affrontare la morte.

La strana geometria dei frattali

Il matematico Benoit Mandelbrot ci parla di cosa hanno in comune le nuvole, le dimensioni dell’albero bronchiale, un cavolfiore, i profili delle montagne. Si tratta della geometria dei frattali, la nuova branca matematica che riesce a descrivere le forme naturali del nostro mondo. Al tempo stesso dalle sue ricerche è nato (è stato scoperto?) l’Insieme di Mandelbrot, qualcosa che non si finisce di esplorare e scoprire e che, come ci dice Roger Penrose, appartiene probabilmente alla dimensione immateriale dell’astratto mondo oggettivo della matematica.

Come la frustrazione può renderci più creativi

Dal concerto di Colonia di Keith Jarrett è nato l’album di piano più venduto al mondo e anche l’album solista di jazz più veduto di sempre. E’ veramente interessante venire a conoscere la storia di questo concerto, lo strano modo in cui esso è nato. Questa narrazione mette in evidenza  come gli ostacoli al lavoro creativo possono paradossalmente promuoverlo, spingerci a pensare fuori dagli schemi.  Si comprende allora che solo perché qualche evento non piace, non significa che non stia aiutando. Capiamo che le difficoltà possono avere una faccia nascosta: quella delle opportunità.

Prendere decisioni in gruppo

Cosa succede quando i gruppi prendono decisioni? Quali sono le condizioni che influenzano la qualità di esse? Come valorizzare il confronto? Soprattutto quando le decisioni hanno rilevanza per importanti questioni sociali e politiche?  In questo video assistiamo a un esperimento in cui vengono proposti, fra l’altro, due dilemmi morali. Quali differenze emergeranno confrontando le decisioni assunte singolarmente da quelle prese in un piccolo gruppo? E casa differenzierà i gruppi che hanno raggiunto il consenso da quelli che non ci sono riusciti?

La matematica dell’amore

In questa conferenza Hannah Fry ci parla di come la matematica abbia delle cose interessanti da dirci anche sull’amore. In particolare, analizzando la comunicazione delle coppie emerge che il divorzio appare più probabile in quelle dove la cosiddetta “soglia di negatività” è alta. Si tratta di un dato generalmente controintuitivo.