La terapia IADC per affrontare il lutto grave

La IADC Therapy prevede due sedute di terapia in due giorni consecutivi.
La prima seduta mira a elaborare la tristezza per la perdita del proprio caro.  Si ricorre alle stimolazioni bilaterali proprio per accelerare il processo di elaborazione. In questa fase il paziente entra in contatto profondo con la propria sofferenza mentre è sottoposto a delle stimolazioni visive o tattili che vengono indirizzate in modo alternato agli emisferi cerebrali destro e sinistro.  E’ fondamentale che lo psicoterapeuta sia in grado di seguire con partecipazione empatica il suo paziente e al tempo stesso di guidarlo con fermezza e competenza all’interno del suo dolore. 

La seconda seduta è quella dell’induzione di uno stato mentale di ricettività all’esperienza di  after death communication, cioè di comunicazione con la persona amata ma perduta. Il paziente può allora (nel 75% dei casi) percepire in prima persona il proprio caro, attraverso uno o più canali sensoriali variamente combinati: visione, tatto, senso di presenza, telepatia. La persona in lutto può spesso rivolgere al defunto le domande che vuole e riceverne quindi le risposte, può esprimerle il proprio amore, può chiedere perdono per dei torti che sente di averle fatto, etc.  Questa esperienza di momentaneo ricongiungimento lascia un segno profondo in chi la vive. Infatti dà avvio allo sviluppo di quattro convinzioni importanti:

  1. la persona amata c’è ancora, anche se in modo immateriale;
  2. lei sta bene;
  3. lei mi è quotidianamente vicino;
  4. un giorno ci ritroveremo.

Un breve processo di screening viene effettuato per telefono prima di concordare le due sedute di IADC Therapy. Se venisse stabilito che la IADC Therapy potrebbe non essere momentaneamente appropriata per un paziente, gli sarà comunque offerta una forma alternativa di intervento psicologico volto a sostenerlo nel confronto col suo dolore e a favorire l’elaborazione del suo lutto.

La IADC Therapy non comporta la fine del lutto. Questo è un cammino che necessita fisiologicamente delle sue tappe. Anzi, certi lutti non finiscono mai. Quello che cambia è  il senso con cui cui si affronta la perdita. E’ questo mutamento profondo di significato che aiuta la persona in lutto, anche dal punto di vista emotivo. Il legame con il proprio caro continua, come prima. Si avranno però la forza e i motivi di viverlo in maniera diversa.